Albero giovane appena messo a dimora, con la zolla ancora visibile e la buca larga intorno

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Piantumazione di Alberi tra Perugia e Siena

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Quello che decide sta sotto terra

Una pianta messa a dimora bene o male si vede dieci anni dopo, e a quel punto non si corregge più. Le cose che decidono sono due, e sono entrambe sotto terra.

La prima è la forma della buca. Serve larga, molto più larga della zolla, e non più profonda di quanto la zolla sia alta: le radici nuove corrono in orizzontale nei primi strati, dove c'è ossigeno, e non scendono a cercare il fondo. Una buca stretta e profonda fa l'effetto contrario di quello che si spera — la pianta assesta, scende di qualche centimetro e si ritrova interrata.

La seconda è il colletto, il punto in cui il fusto incontra le radici. Deve restare a livello del terreno, visibile. Interrato marcisce, e la pianta deperisce lentamente per una ragione che dall'alto non si vede.

C'è poi un errore di buona volontà: riempire la buca solo di terriccio buono. Le radici restano dentro quel volume morbido e non escono nel terreno vero, come in un vaso interrato. Il terreno di scavo si rilavora e si migliora, non si sostituisce.

Sono due dettagli che non si vedono a lavoro finito e decidono tutto il resto. Quando la piantumazione fa parte della realizzazione di un giardino, si decide insieme alle altre lavorazioni e non alla fine.

Colletto di una pianta a livello del terreno, con il punto in cui il fusto incontra le radici lasciato scoperto

Quando si mette a dimora

Il periodo in cui si mette a dimora

Il momento in cui si pianta decide quanta acqua servirà dopo. La finestra migliore è quella fredda, a vegetazione ferma: la pianta non deve sostenere la chioma, mette radici con calma e arriva alla prima estate con un apparato già in grado di cercare acqua da solo.

Olivo adulto calato dalla gru accanto al muretto, prima della messa a dimora

Stagione fredda

Vegetazione ferma: la pianta non deve sostenere la chioma e arriva alla prima estate già radicata.

Stagione avanzata

Si può, ma il lavoro si sposta sull'irrigazione: le radici sono ancora tutte dentro la zolla.

Pieno del caldo

Anche una pianta in contenitore dipende dall'acqua che le si dà, non da quella che trova.

I primi anni: cosa va tolto e cosa va evitato

Avvertenza

Quello che si mette per aiutare una pianta appena piantata, dimenticato lì, la danneggia.

Non lasciare tutore, pacciame e acqua come il primo giorno

  • Non lasciare una legatura addosso al fusto che cresce.
  • Non bagnare poco tutti i giorni.
  • Non interrare il colletto riempiendo la buca.

Le tre cose che si mettono per aiutare una pianta appena piantata sono anche le tre che la danneggiano se restano come sono.

I tutori servono finché le radici non tengono, poi vanno tolti. Una legatura dimenticata non si allarga insieme al fusto: incide la corteccia, strozza il passaggio della linfa e in qualche anno crea un punto debole proprio dove la pianta lavora di più.

L'acqua, infine, si dà abbondante e distanziata. Bagnature brevi e quotidiane inumidiscono solo la superficie e insegnano alle radici a restare in alto, dove il terreno si asciuga per primo. Meglio bagnare meno spesso e far arrivare l'acqua in profondità, dove le radici hanno motivo di andare.

FAQ

Domande sulla messa a dimora

Serve concimare al momento della piantumazione?

Nella maggior parte dei casi no, e un concime forte a contatto con le radici fa più male che bene. Nel primo periodo l'obiettivo della pianta non è crescere, è radicare.

Quello che aiuta davvero è un terreno lavorato bene intorno alla buca, acqua data con criterio e una pacciamatura tenuta lontana dal tronco. Se il terreno è povero o compattato si interviene su quello, prima che sulla nutrizione.

Meglio piantare una pianta piccola o una già grande?

Dipende da quanto si ha fretta, ma il vantaggio della pianta grande dura meno di quanto sembri. Una pianta giovane subisce meno il trapianto, radica in fretta e in pochi anni raggiunge — spesso sorpassa — quella messa a dimora già formata.

Una pianta grande dà un effetto immediato, costa di più, richiede mezzi per la movimentazione e dipende dall'acqua molto più a lungo. Si sceglie sapendo che si sta pagando tempo, non robustezza.

Quanta acqua vuole una pianta appena messa a dimora?

Molta per volta, e non tutti i giorni. La bagnatura deve arrivare a tutta la zolla e al terreno intorno, perché è lì che le radici devono andare.

Il numero di bagnature dipende da specie, terreno e stagione, e non si stabilisce a tavolino. Il segnale pratico è il terreno sotto i primi centimetri: se è ancora umido si aspetta, se è asciutto si bagna a fondo.