Tagli di ritorno sulla branca giusta, mai capitozzature: la chioma resta stabile e la ferita si richiude.
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Buonconvento
Tagli di ritorno sulla branca giusta, mai capitozzature: la chioma resta stabile e la ferita si richiude.
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Quando l’albero non è più sicuro lo caliamo a sezioni, con le corde, anche a due metri da una casa.
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Saliamo in chioma su corda dove gru e piattaforma non entrano. Prato e aiuole restano intatti.
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Prima la diagnosi, poi il trattamento: processionaria, punteruolo o funghi si combattono in modo diverso.
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Progettiamo il verde sul terreno che c’è davvero, e poi lo seguiamo stagione dopo stagione.
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Misuriamo portata e pressione prima di scavare: è lì che si decide se l’impianto bagnerà tutto.
Approfondisci il servizioCe ne occupiamo noi, ma la risposta non è quasi mai toglierlo. Un albero vicino a una costruzione va guardato per quello che fa davvero: se i rami toccano il tetto è un conto, se il tronco spinge contro un muro è un altro, se il problema sono le radici è un altro ancora. Sono tre situazioni con tre soluzioni diverse, e da fuori si confondono facilmente.
Sì, e succede più spesso di quanto si pensi. Le radici superficiali ingrossano anno dopo anno e trovano la via di minor resistenza: una pavimentazione posata su un letto sottile o un muretto senza fondazione cedono prima della radice. I segnali si vedono in anticipo — crepe che seguono una direzione precisa, mattonelle che si alzano sempre nello stesso punto.
Raramente senza conseguenze. Le radici grosse vicino al tronco non servono solo a nutrire la pianta: la tengono in piedi. Tagliarne una può risolvere il vialetto e creare un problema di stabilità che prima non c’era, con effetti che si vedono anni dopo. Prima si guarda quali radici sono in gioco e quanto pesano per l’ancoraggio, poi si decide se c’è una strada che non indebolisce l’albero.
Osserviamo il problema e raccogliamo la posizione e le caratteristiche dello spazio, per comprendere la richiesta.